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2019 LA PAROLA DELL’ANNO CHE VOGLIO REALIZZARE © Ilaria RuggeriTrovare la parola dell’anno è un esercizio e un rituale che mi accompagna da ormai 8 anni. La parola dell’anno è una guida da seguire mese dopo mese. Per trovarla, ho seguito l’approccio integrato che unisce testa, cuore e pancia (lo stesso che propongo in INCANTO). Il risultato finale, come spesso succede, è stato una sorpresa anche per me! Ora ti racconto

Una dichiarazione d’intenti per il nuovo anno

La parola non è solo uno stimolo, ma una vera dichiarazione di intenti verso di te e verso il mondo. Trovarla, affermarla, condividerla è scegliere a cosa vuoi dare priorità nella tua vita nei prossimi mesi e farti una promessa. Quando ho iniziato a cercarla, ho capito quasi subito che nel 2019 voglio focalizzarmi sulla creatività. Ma questa parola, anche se è importantissima nella mia vita e nel mio lavoro, non mi soddisfaceva. Dopo gli esercizi ho messo a fuoco la giusta sfumatura: INDIE

Indie è l’abbreviazione della parola inglese “indipendent” ed è usata di solito in ambito musicale e artistico per indicare una produzione autonoma, alternativa, underground, spesso autoprodotta e perciò fatta con risorse limitate, e spesso più interessante e controcorrente di ciò che è commerciale. Rappresenta benissimo il tipo di progetti che voglio realizzare e l’ambiente in cui desidero muovermi.

È per me anche un tuffo nella mia adolescenza e giovinezza: sono stata una ragazza e giovane donna decisamente indie, tra anfibi, mini gonne dai pattern improbabili, capelli annodati alla Bjork e in cuffia musica rock o elettronica decisamente di nicchia (se vuoi un assaggio, trovi un link alla fine dell’articolo). Voglio recuperare l’amore per l’arte e la creatività che sentivo allora, la magia che mi dava andare a una mostra, scoprire un nuovo artista, sfogliare una rivista d’arte.

Oltre al significato creativo, la parola ha anche un significato letterale: essere indipendente. Ed è così che voglio diventare sempre di più, dal punto di vista finanziario e materiale (primo punto: riuscire a raggiungere il fatturato che desidero per il 2019), ma anche di indipendenza emotiva (voglio sentirmi più coraggiosa, decisa, sicura di me e delle mie idee). Quando ho pensato a questo secondo aspetto, mi è subito venuta in mente la canzone delle Destiny’s Child (te l’ho fatta venire in mente? puoi ascoltarla seguendo il link che ti ho messo in fondo).

Come usare la parola dell’anno

Il processo del trovare la propria parola dell’anno è di per sé un’avventura emozionante e aiuta a scoprire molte cose di se stessi, ma aver messo a fuoco la parola guida è solo l’inizio! Per renderla d’ispirazione e davvero utile devi tradurre la parola dell’anno in desideri per la tua vita e poi in obiettivi sempre più concreti e specifici. È un lavoro non così facile, lo ammetto, e infatti a questo si dedica tutta l’ultima fase del percorso INCANTO. Ma è quello che ti permette di prendere in mano la situazione e non sperare semplicemente che le cose succedano.

L’ispirazione è la partenza, ma c’è bisogno anche di azione e strategia.

Quindi il passo da fare è focalizzarti sulla tua parola dell’anno e chiederti: “come posso realizzarla in pratica?”.
È fondamentale darle concretezza e impegnarsi a lavorare con costanza sulla parola dell’anno. Per darti una mano a farlo, sto preparando un nuovo percorso che tra pochi giorni vedrai ufficialmente (ma se sei nel Club della Musa, già puoi scoprirlo in anteprima).

Cosa voglio per il nuovo anno

Come ti dicevo, per il 2019 voglio creare di più. Magari è un desiderio che anche tu nutri per questo nuovo anno. Ci sono molti modi per dargli forma e ora ti racconto alcuni di quelli che ho scelto per me.

Prima di tutto voglio tornare a creare quadri astratti in tecnica mista, realizzare nuovi collage intuitivi e riprendere a fare ritratti d’anima su commissione, ma con un nuovo stile rispetto a quello che avevano anni fa (se mi segui dai miei inizi, forse ti ricordi com’erano). Voglio insomma creare meno al computer, e tornare di più a sporcarmi le mani sul serio. Questo vuol dire fare meno ma con più originalità, e metterci più tempo, attenzione e cura. L’idea mi piace molto! E sto pensando di aprire uno shop online per vendere le mie creazioni (da capire se su Bigcartel, Society6, Etsy o simili).

Poi voglio scrivere e autoprodurre il mio primo libro e un nuovo mazzo di carte d’ispirazione oltre alle ANIMA LIBERA! Non ti svelo ancora i temi su cui mi concentrerò, ma questi 2 progetti sono quelli che mi stanno entusiasmando già un sacco.

Per sentirmi indipendente invece voglio migliorare il mio rapporto con finanza e burocrazia, ma un passo alla volta perché so che questo per me è uno scoglio difficile da superare. Quando ci penso, mi viene l’orticaria! Ho pensato di iniziare lavorando sul mindset e creando degli appuntamenti settimanali per dedicarmi alla mia contabilità con ammmore (ho anche creato una playlist, che ti lascio sempre tra i link in fondo).

E voglio viaggiare, di nuovo in solitaria (dopo Lisbona, penso quest’anno al nord Europa) e con il mio compagno (dopo l’India, stiamo decidendo se di nuovo in Asia o in Sud America). Dei viaggi auto-organizzati, ovviamente, e con lo zaino in spalla. Non c’è niente che mi faccia sentire più presente e autonoma del muovermi nel mondo, esplorandolo e confrontandomi con le sfide che ogni viaggio porta.

E ora un po’ di link

Come promesso, ecco tutta la musica che a cui ho accennato: un po’ di suggestioni indie, direttamente dagli anni ‘90; Beyoncé e compagnia bella e la mia playlist personale per affrontare le giornate dedicate a denaro e abbondanza.