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COMFORT ZONE USCIRE ED ENTRARE CON DISINVOLTURA - © Ilaria Ruggeri
Hai sentito parlare di comfort zone? Questa espressione inglese è davvero ormai molto usata. Sta a indicare lo stato mentale che provi in una situazione che conosci bene e a cui hai fatto l’abitudine: il bar che frequenti da sempre, la solita cerchia di amici, le dinamiche consolidate in famiglia o nel lavoro.

Io ho capito davvero di cosa si trattava mentre seguivo il mio master in life coaching. Avevo sempre pensato che la comfort zone fosse quella zona in cui ti senti a tuo agio. Errore classico, perché invece può non essere affatto comoda o piacevole come si crede! Secondo me la traduzione migliore per comfort zone è zona di sicurezza: più che di comfort infatti è una questione di ansia.

Nella tua zona di sicurezza c’è un’atmosfera conosciuta (rassegnata?) perché sai bene come funzionano le cose. Magari fanno schifo (vorresti cambiare giro, imbavagliare i colleghi, stravolgere le tradizioni familiari, smettere di mangiare le solite brioche precotte), ma in qualche modo è tutto rassicurante perché sai già cosa ti aspetta. Quello che c’è fuori invece, anche se potenzialmente bellissimo, spaventa un po’ e fa venire l’ansia. Ti senti così perché sono situazioni nuove, non sei in grado di prevederle e non puoi avere la certezza di saperle gestire. Hai presente la sensazione che hai provato il primo giorno di scuola superiore? Ecco, quello è un momento in cui hai dovuto per forza fare un passo fuori dalla tua comfort zone.

Uscire dalla comfort zone ti costringe a confrontarti con l’incertezza, la tua vulnerabilità e a metterti in gioco.

Insomma, tutte cose non facilissime. Se in più la tua autostima è quasi a zero e pensi di non essere abbastanza [finisci tu la frase: brava, intelligente, preparata,sveglia, creativa…] per farcela, potresti sentirti terrorizzata e pietrificata alla sola idea di cambiare davvero qualcosa.

Allenati a uscire dalla tua comfort zone

Anche se uscire fuori dalla zona di sicurezza è rischioso, ti assicuro che farlo è vitale. Non puoi vivere infatti in uno spazio sempre protetto e ristretto, chiusa in una gabbia: per crescere ed evolverti hai bisogno del cambiamento. I tuoi confini personali quindi non devono essere come delle barricate anti sfondamento: puoi creare una porta da cui uscire in esplorazione. Parti all’inizio con piccoli passi (tipo cambiare la strada per andare a lavoro, cambiare un po’ una tua abitudine consolidata).

Troppa ansia paralizza, ma il giusto pizzico ti può dare la spinta giusta per smuoverti, ritrovare l’entusiasmo e iniziare una nuova avventura. La psicologia dice che le tue performace possono notevolmente migliorare se ti tieni in un’area esterna alla tua comfort zone, ma non troppo lontana. E molte citazioni online avvertono che proprio fuori dalla tua comfort zone succedono gli eventi significative della vita che vorresti davvero sperimentare.
In più uscire dalla comfort zone fa scoprire un magico segreto: i confini sono in realtà flessibili! Mentre ti avventuri a esplorare e fare nuove esperienze, quello che era sconosciuto diventa più familiare e la tua zona di sicurezza si espande per comprendere queste nuove aree.

Ritorna alla comfort zone e rendila migliore

Se è importante uscire dalla comfort zone, penso che sia importante anche tornarci. Non puoi rimanere infatti in un perenne stato di imprevedibilità, ansia, stress e nervosismo. Hai bisogno di ritornare ciclicamente alla tua base sicura, come fanno i bambini che iniziano ad esplorare il mondo in modo autonomo, ma ogni tanto tornano tra le braccia di mamma o papà per essere rassicurati. Anche negli esercizi di bioenergetica si sperimenta con il corpo questo alternarsi di fasi: c’è un momento per aprirsi, interagire, esplorare, e uno per chiudersi, ascoltarsi, raccogliere le energia. È il ritmo di carica-scarica, del respiro che entra ed esce.
Non c’è quindi nulla di male a starsene ogni tanto nella propria comfort zone (che come dicevamo comunque si può ingrandire e trasformare nel tempo), a ripararsi nella propria tana emotiva in attesa del momento giusto per uscire dal letargo.

A questo punto meglio però renderla una zona davvero piacevole, in cui stare bene e a proprio agio. E questo lo fai lavorando sulle tue abitudini e suoi tuoi comportamenti: sono questi che creano di fatto al tua zona di sicurezza. Un passo alla volta, puoi disinnescare le dinamiche tossiche o l’autosabotaggio e iniziare invece sviluppare nuovi schemi positivi e funzionali per il tuo benessere.
 
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