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Quando ero adolescente volevo scrivere una storia (una delle tante).
Avevo in mente l’atmosfera, da romanzo russo ottocentesco, il personaggio principale e il punto di svolta che avrebbe dato l’avvio alla narrazione.
Durante una festa mondana un misterioso uomo vestito di nero si sarebbe avvicinato al mio protagonista, intento in futili conversazioni, e gli avrebbe sussurrato all’orecchio:

cosa ti rende felice?

Da quel momento nulla sarebbe stato più come prima e la ricerca della risposta a questa domanda l’avrebbe brutalmente risvegliato da una vita spesa senza meta né obbiettivi. Questa storia non è mai stata scritta (ma se qualcuno ha voglia di cimentarsi, è ancora in tempo per farlo!), ma la domanda mi ha accompagnata in tutti questi anni. Ha funzionato per me come una inesorabile prova del nove, capace di svelare quello che non corrispondeva veramente a chi sono o a chi voglio essere.
Con la sua semplicità ha saputo portare consapevolezze sempre più profonde e a volte spiacevoli, eppure indispensabili per continuare ad evolvermi.

Ieri oltre che l’inizio della Primavera, si celebrava la giornata internazionale della Felicità.
Dopo gli ultimi mesi di profonde trasformazioni che ho vissuto, non credo sia un caso se ora mi ritrovo iscritta come coach in formazione in una scuola che si chiama proprio Accademia della Felicità e che ieri ha degnamente festeggiato con tante facce sorridenti.

E giusto per tenermi in allenamento, ecco le mie prime 5 risposte in questa fase della mia vita (eh sì, perché cambiano!):

  1. poter unire nel mio lavoro crescita personale, creatività e spiritualità olistica
  2. girare con la mia bicicletta arancione
  3. passare del tempo al parco a guardare gli scoiattoli curiosi, gli alberi fioriti che filtrano il sole e il fiume che scorre
  4. ascoltare storie raccontate dal vivo
  5. incontrare le donne della Rete al femminile di cui faccio parte
 
 
 

Cosa ti rende davvero felice?