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pex esperienza autoritratto - © Ilaria Ruggeri

Per i miei 40 anni mi sono regalata un corso di fotografia. Online, di 4 mesi. Ma non un corso di quelli che ti insegnano a regolare il diaframma e l’esposizione, a inquadrare la scena e studiare la composizione.

Si chiama SPEX (self-portrait experience) ed è un corso sull’autoritratto come metodo di trasformazione personale e sociale.

Creato dall’artista Cristina Nuñez, è uno di quei percorsi che scavano nel profondo, vanno a toccare le emozioni e le trasformano in arte [adoro!].
Ti metti a ridere se ti dico che ho seguito il corso senza nemmeno avere una macchina fotografica? Ho usato il mio smartphone, lo giuro. E questo dovrebbe anche farti capire che la parte più importante di questo approccio è il processo di ricerca interiore rispetto al risultato estetico finale.

Il corso è stato entusiasmante! Grazie a Cristina e alle facilitatrici, ho esplorato un sacco di territori nuovi per me. Uscire dal proprio recinto è sempre un ottimo modo per stimolare la creatività e l’ispirazione. Ed è stato fondamentale anche il gruppo di compagni di viaggio, con cui mi sono confrontata non solo sui temi artistici, ma su aspetti delicati e intimi della vita (i rapporti con la famiglia, l’identità di genere, la salute mentale).

Focalizzare la mia arte su temi così personali a volte mi sembra ombelicale. Mi chiedo: ma a chi interessa tutto questo? Perché lo faccio e lo condivido? Però poi l’empatia che questo raccontarsi genera mi commuove un sacco. L’arte autobiografica è davvero potente! Già l’avevo visto in piccolo chiedendo ai clienti di Ritratto d’anima di scegliere una loro foto da cui partire. Il corso SPEX che ho fatto mi ha dato molti stimoli che vorrei introdurre anche in questo servizio individuale. Perché scattare foto con l’intento di raccontare aspetti intangibili di sé è di sicuro una pratica per fare anima. Lasciare il controllo maniacale su come verrà l’immagine finale e usare l’arte per raccontare la propria storia, con tutte le sue luci e ombre, è un atto di liberazione creativa.

Da tutto questo intenso lavoro è nato il mio primo fotolibro (non ci posso credere!): un lavoro di sicuro imperfetto, ma che mi ha dato una grandissima soddisfazione. È stato esposto in una mostra online esclusiva e un giorno, chissà, diventerà anche un libro di carta.