ESSERE TE STESSA E LASCIARE UN SEGNO - © Ilaria Ruggeri
In queste settimane mi sto dedicando a trovare la mia parola dell’anno per il 2017. Ho iniziato facendo una revisione approfondita del 2016. Ora sto cominciando a raccogliere ed esplorare le parole che sento potenti, evocative e ricche d’ispirazione.
Ne ho scoperta una qualche mese fa che continua a ronzarmi in testa: autenticità.
Ora ti racconto come mi è arrivata e cosa ho scoperto di interessante su questa parola.
 

Autenticità o indecisione?

Breve storia triste
Sono una bambina (forse non so nemmeno ancora leggere) e sono con mio papà dal giornalaio. Mi ha detto che mi prenderà un giornale tutto per me. Mentre gli adulti chiacchierano io devo scegliere quale voglio. I miei occhi cadono sulle copertine di due giornalini che conosco: mi piacciono entrambi e non so proprio scegliere. Più cerco una risposta, più mi sento confusa. So che il tempo stringe e che io ancora non so cosa voglio. Alla fine mio padre si stufa di aspettare che io scelga e mi riporta a casa senza nessun giornalino.
 
Ho sempre ricordato questa storia della mia infanzia come il simbolo della mia indecisione e dell’insicurezza nel fare delle scelte. Che poi in realtà nel corso degli anni ne ho fatte parecchie di scelte, anche piuttosto coraggiose; però per quasi 30 anni ho avuto la convinzione di essere una che non sa bene cosa vuole.
 
A un certo punto ho visto tutto diversamente. Non mi ricordo perché, come sia arrivato l’insight (o illuminazione): ho ripensato a questo episodio e ho capito che era diverso da come credessi.

Non era indecisione, era ricerca di autenticità.

Avrei potuto semplicemente decidere a caso uno dei due giornalini pur di non tornare a casa a mani vuote, o scegliere quello che pensavo mio padre avrebbe preferito per me per togliermi da quella terribile impasse. E invece sono rimasta lì, ansiosa e bloccata, ostinatamente determinata a trovare quello che veramente volevo.
All’epoca è finita che c’ho rimesso, ma forse ho guadagnato in capacità di essere autentica e fedele a me stessa.
 

Autenticità come pratica

Autenticità significa “il sé che sta dentro”: la tua parte sincera, profonda, originaria.
Sembra così semplice e invece sai bene anche tu come sia complicato restare in contatto con questa parte, a volte anche semplicemente riconoscerla.
 
In questo settimane mi sono innamorata del lavoro di Brené Brown, una psicologa ricercatrice sulle emozioni. Nel libro che ho letto parla di autenticità come pratica: la prima strategia da usare per vivere in modo incondizionato.

Autenticità significa lasciarti alle spalle chi pensi di dover essere e abbracciare chi sei veramente.

Non è qualcosa che hai o non hai, ma è una serie di scelte consapevoli su come vuoi vivere. Le fai tutti i giorni e possono essere grandi o piccole, come decidere quale giornalino vuoi veramente.
 

Autenticità e vulnerabilità

Quando accetti di praticare l’autenticità non è tutto rose e fiori: ti trovi a dover accettare anche difetti, imperfezioni, vulnerabilità. Tutto questo fa parte della tua unicità.
 
Lo so, sto usando tutte parole un po’ generiche e altisonanti. Cosa vogliono dire in concreto?
Ti racconto esempio molto hand made.
 
Qualche giorno fa ho seguito un workshop di stampa calcografica con Elena Campa. Mi piace frequentare ogni tanto corsi di tecniche creative che non ho mai sperimentato: stimolo il cervello e mi prendo qualche ora di pausa creativa da tutto. In questo workshop abbiamo usato comuni foglie di alberi e piante e le abbiamo stampate su carta: prima le ricopri di colore per incisione e poi le passi al torchio.
 
Ogni stampa è unica e irripetibile: l’intensità del colore, la posizione delle foglie e la forma che si genera passandole al torchio non possono essere ripetute in modo identico. In più usando un materiale fragile e vivo come le foglie, spesso il passaggio al torchio le rovina, altera o distrugge.
Creare queste stampe in monotipia è stato una meraviglia: le foglie che tenevo in mano non mi sembravano reali fino a quando non vedevo la loro traccia colorata sulla carta. Prima erano solo foglie, simili a tante altre, ma dopo la stampa potevo cogliere davvero l’unicità di ognuna: venature, rilievi, contorni e inclinazioni.

Essere autentica vuol dire mostrarti per quello che sei, essere fedele a te stessa e lasciare la tua traccia unica.

 
La magia della parola dell’anno funziona così: parti da un termine che sembra astratto e lontano e poi scopri tanti modi per viverlo concretamente nella tua vita.
 
Queste stampe che ho creato mi sembrano dei perfetti amuleti per ricordarti della bellezza e della fragilità di essere autentica. Ne esistono solo 5, tutte diverse. Se ne vuoi acquistare o regalare una, puoi trovarle qui.