IL RITMO NEL SANGUE - © Ilaria Ruggeri
A volte capita che ti ritrovi stesa sul divano piegata dai dolori mestruali. Una borsa dell’acqua calda sulla pancia (anche se è agosto), uno snack al cioccolato in bocca che verrà smaltito con altro sudore, sul mento un brufolo in mostra e la lacrima facile come in una telenovelas sudamericana. Almeno, a me è capitato.
Non è difficile in quei momenti ritrovarsi a considerare il ciclo un inutile supplizio medievale, un cliché vintage e ormai superato: che vuoi veramente fare la donna che ancora sta male quando ha le mestruzioni? Che non si lancia dal parcadute, va a lavoro in skate e porta avanti la sua articolata e ricca vita come tutti gli altri giorni? Almeno, a me è capitato.

Anche ora che mi occupo di femminilità a tempo pieno, non posso rinnegare la parte di me che considerava le mestruazione più come un problema da risolvere, una scocciatura da gestire che altro. Anzi, credo che se non fossi passata anche per quello, non sarei diventata Moon Mother e non farei ciò che faccio ora.
Qualche anno fa, prima di essere operata per endometriosi, ho passato un intero anno prendendo la pillola in modo continuativo: in pratica sono stata quasi 12 mesi senza ciclo. E in quel momento mi sembrava la cosa più bella del mondo. Prima di tutto non passavo più le giornate a urlare per i terribili dolori mestruali. Inoltre non avevo tutti gli sbalzi di umore e le crisi repentine che mi stravolgevano mensilmente.
Mi sentivo finalmente stabile e lineare. Semplice.

Se oggi aiuto le donne a sintonizzarsi con il loro ciclo e a potenziare il femminile nelle loro vite, è perché nel frattempo moltissime cose sono cambiate nella mia di vita.
Anche se non amo gli estremismi, c’è una grande assoluta verità che ho capito. L’ho sperimentata sulla mia pelle, l’ho rivista nelle vite di chi mi sta accanto.

La vera verità è che noi donne siamo cicliche.
Che ci piaccia o no. Siamo creature complesse.
E creative.

Le mestruazioni sono solo la manifestazione esteriore di cambiamenti e trasformazioni che viviamo mese dopo mese. Inutile sforzarti di essere quello che non sei, e di continuare a sentirti in colpa per ciò che invece sei.

Le energie, gli stati d’animo, le capacità e le difficoltà con cui ti confronti sono influenzate in modo profondo dal tuo ciclo fisiologico e dal ciclo di vita, cioè il percorso che vivi da bambina ad anziana.
Puoi continure a ignorarlo, a far finta di essere una drittissima linea retta, o al massimo segmentata da snodi fondamentali. Oppure puoi cominciare ad scoltarti di piú, a darti il permesso di sentire ed esprimere quello che sei. Potresti scoprire così di essere una sorprendente spirale. A volte allegra come una girandola, o sensuale come un serpente, avvolgente come un abbraccio o essenziale come un enso.