Imparare ad ascoltare l'intuito non è una passeggiata-©-Ilaria-Ruggeri
Ascoltare l’intuito non è quella cosa naif che spesso ci immaginiamo. Lo spiega molto bene il capitolo del libro “Donne che corrono coi lupi” in cui si racconta la fiaba di Vassilissa e Baba Jaga. In quella storia la protagonista si trova a dover superare tante prove, ad affrontare paure e sfide, e a superare continuamente i propri limiti (perché ogni viaggio inizia sempre fuori dalla comfort zone).

L’intuito invece ha molto a che fare con l’autostima.

L’autostima c’entra ad esempio con uno dei principali miti da sfatare per cui l’intuito è una capacità che hanno solo pochi eletti. Questa visione ti porta o a non sentirti mai abbastanza (se pensi di non avere capacità intuitive) oppure a sentirti un essere speciale e diverso (a volte anche incompreso) perché sei una persona intuitiva. In un caso o nell’altro, la tua autostima è sbilanciata.

In realtà l’intuito è una risorsa che tutti abbiamo e che magari abbiamo sviluppato in modo diverso. Con questa prospettiva, la tua autostima è più equilibrata.
Il problema principale allora non è avere o non avere l’intuito, ma imparare ad ascoltare l’intuito. Diciamoci la verità: non è una passeggiata, ma più un apprendistato scomodo e faticoso (come quello di Vassilissa).
Per compierlo, ti serve dell’autostima di base. Se non credi infatti in quello che senti e nelle tue capacità, come puoi avventurarti nei territori dell’intuito? Come puoi esplorare sentieri meno battuti e condivisi?

Puoi essere anche la persona più intuitiva del mondo, ma senza una buona autostima finirai per mettere in dubbio ogni cosa, per seguire strade più rassicuranti piuttosto che rischiare e assumerti le tue responsabilità.