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IL LABIRINTO E LA PAURA DI SBAGLIARE - © Ilaria Ruggeri
Molte persone mi chiedono perché ho un labirinto tatuato su un piede. Di sicuro è un simbolo antico e pieno di fascino, che compare in diverse culture, su statue, monete ed edifici. Ma non è questo il motivo per cui ho deciso di tatuarmelo sulla pelle.
È perché il labirinto mi ha portato un messaggio importante e mi ha fatto vedere la vita in modo diverso. Ora ti spiego come.
 
In inglese esistono due parole diverse per indicare un labirinto: maze e labyrinth. Il primo è un’intricata serie di strade in cui è facile finire in un vicolo cieco o girare intorno allo stesso punto. Il secondo invece è un labirinto unicorsale: c’è un solo sentiero tracciato. Magari è arzigogolato e a volte disorienta, ma basta continuare a procedere per arrivare al centro e poi per uscire.
Nella vita mi è successo di sentirmi persa moltissime volte. Non sapere dove si sta andando, avere le idee confuse o essere piena di dubbi è un’esperienza che molte persone provano.

Perché anche se progetti, pianifichi, analizzi, la vita resta sempre piuttosto insondabile e imprevedibile.

Il lato negativo di questa situazione sono le slavine di ansia che ti travolgono. L’insonnia, lo scoraggiamento, i mal di testa, la frustrazione, la sensazione di essere una trottola impazzita che si muove a caso, o invece la pesantezza di rimanere impantanata nello stesso punto, paralizzata dalle scelte. Welcome to the club!
 
Però ci sono anche lati positivi, che si notano con un po’ più di attenzione.
Se ti senti persa è perché ti stai mettendo in discussione, perché non ti accontenti di risposte facili. Così inizi a pensare a strade diverse da quella in cui ti trovi. La tua mente è in grado di immaginare possibilità e futuri alternativi, di astrarsi e di fantasticare.
Sei in grado di pensare in modo complesso, di considerare variabili e opzioni, di riflettere e ponderare. E non tutti ne sono capaci.
L’insicurezza e l’incertezza ti punzecchiano ad ogni passo e testano la tua capacità di avere fiducia e speranza. Ti sfidano continuamente e così ti stimolando a coltivare la determinazione.
 
Se a volte ti ritrovi anche tu così, confusa e persa, ricordati del labirinto unicorsale. È quello che è successo a me quando mi sentivo veramente smarrita. E che mi succede tutte le volte che mi ricapita, perché te lo devo dire: è un’esperienza costante.
La scoperta rivoluzionaria è che sentirti persa non significa che non troverai mai la strada giusta. Anzi, probabilmente è già sotto i tuoi piedi! Un po’ come Dorothy nel Regno di Oz: aveva già le scarpette magiche ai piedi, ma non lo scopre solo alla fine.
Adesso forse non sei in grado di capire e riconoscere la strada giusta: il tuo compito ora è continuare a camminare, a procedere. È proprio questo cercare che ti sta portando nel posto giusto, e al momento giusto. Dorothy si è fatta tutta la strada di mattoni gialli per capire. Mica volevi tutto e subito, no?
 
Il labirinto ti chiede di avere fiducia e costanza.
Per superare la confusione puoi fare come Arianna e utilizzare un filo rosso.
Questo vuol dire fissare una direzione, che ti dia un minimo di orientamento. E poi iniziare a mettere qualche punto fermo, come fossero delle fiaccole che ti permettono di vedere qualche metro oltre: possono essere obiettivi o programmi, ma senza andare troppo in là, o rischi di perderti di nuovo. Resta flessibile e possibilista, ma comincia a pianificare i passi da fare e ad agire.

Soprattutto non lasciare che la confusione si trasformi in procrastinazione.

Sono due cose ben diverse. È mille volte meglio buttarsi e sbagliare, che rimanere ad ammuffire nell’insicurezza, tra frustrazione e indecisione.
È la paura che ti blocca, mentre il labirinto ti sta urlando: NON AVERE PAURA DI SBAGLIARE! Procedi ragazza, procedi.
 
Ho deciso di tatuarmi un labirinto sul piede per ricordarmi che ogni passo che faccio è nella direzione giusta, la sola che può esserci, anche se ora non lo posso capire. Che sentirsi confusa e insicura fa parte del percorso. Che l’importante è continuare ad andare avanti verso il centro, dove tutto finalmente avrà un senso e sarà chiaro.
 
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