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Mai capitato di sentire il bisogno di una guida, di un faro che ti illumini perché hai la sensazione di esserti persa tra le onde della vita?

Negli ultimi giorni questa è spesso la mia situazione. D’altronde sono in pieno trasloco e sfido chiunque a tenere la bussola in momenti di così radicale trasformazione.
Ma non è il primo trasloco che faccio né la prima trasformazione che vivo, perciò grazie all’auto-ascolto e a molti tentativi sbagliati (sigh) ho individuato quelle àncore di salvezza utili a ritrovare il mio centro.

La serenità che mi dà il coltivare la mia spiritualità femminile è per me fondamentale: cose seplici come accendere un incenso o una candela sul mio altare o estrarre una carta Madrepace.
Così come essenziale è manifestare la mia creatività. Quando divento irritabile, scontenta e accidiosa al 90% ho semplicemente bisogno di sporcarmi le mani e creare qualcosa (un’illustrazione, un collage, una mood board o qualsiasi nuova idea mi sia venuta in mente).

Scoprire che potevo unire questi due vie in un mix ultra efficace è stata praticamente una rivelazione.

Ci sono tanti modi di chiamare un approccio del genere: dipingere con la Sorgente, pittura intuitiva, arte olistica, arte sciamanica.
La chiave è sempre seguire la tua intuizione e lasciare per un momento i panni della creatrice che pianifica, dirige e controlla la propria creazione: tu diventi solo uno strumento attraverso cui si manifestano figure, forme e messaggi. L’importante è il processo e non il risultato finale.
Puoi anche creare un dialogo con la tua creazione e farle delle domande.
Proprio come una maestra saggia, saprà presentarti le risposte di cui hai bisogno.

Come ho detto, ho veramente bisogno di riprendermi un po’ dalla confusione di questo momento. Fortunatamente l’altro giorno sono riuscita a ritagliarmi qualche ora per fare questa pratica artistico-spirituale.
Passo dopo passo, strato dopo strato, sono questi i messaggi preziosi che mi sono arrivati.

La realtà è diversa dall’idea che hai in mente

Ho iniziato a dipingere avendo una visione approssimativa che mi chiamava. Ho iniziato da quella. Messa giù nel mondo del reale però, ho scoperto subito che non mi bastava. Non mi dava quella sensazione di appagamento che mi ero prefigurata. Volevo altro.

Lascia andare quello che non ti serve più

Per andare verso il nuovo, bisogna necessariamente abbandonare il vecchio. Avevo creato una visione che aveva elementi interessanti, ma non mi convinceva. Mi sentivo intrappolata in una struttura (che mi ero data io stessa poi!), ma in qualche modo mi ci ero già affezionata e non riuscivo a uscirne. Dopo un po’ di giri a vuoto, a un tratto è arrivata la liberazione e ho letteralmente coperto quello che avevo fatto fino a quel momento, lasciando solo cosa mi interessava veramente.

Cambia punto di vista

Ridotta all’essenziale la mia visione, anche tutto il contesto era mutato. Non c’erano più punti di riferimento e questo mi ha permesso di prendere il quadro e ruotarlo in tutti i sensi, fino a trovare un nuovo punto di vista, che mi forniva nuovi stimoli.

Se non sai quale strada prendere, segui quello che ti dà piacere e che ti entusiasma

L’esplorazione era iniziata, ma non sapevo bene verso cosa mi volevo dirigere. Per superare l’ansia, ho lasciato che mi guidassero le forme e i colori che di solito mi ispirano. La libellula, la Sirena, le stelle, il blu, il verdeacqua e il rosa. Se usi ingredienti che ti piacciono, il risultato finale non può mai essere così male.

E se la creatività fosse il tuo guru, cosa ti insegnerebbe in questo momento?