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Quando sei sotto pressione, devi necessariamente trovare una piccola bolla di gioia e creatività per poter andare avanti.
© Ilaria Ruggeri

Aver affrontato un intervento chirurgico e una successiva serie di analisi non propriamente piacevoli, essere in piena sessione di esami all’università, frequentare contemporaneamente il tirocinio e incoraggiare il proprio marito mentre è lontano a cercare di realizzare i suoi sogni in una città distante e sconosciuta, è tutto fonte di grande stress.
La mia Artista Interiore in tutto questo è dovuta rimanere decisamente in disparte, lamentandosi e facendomi sentire ancora più nervosa.

Il suo sbuffare e borbottare è ormai un rumore costante:
“Non voglio studiare, voglio disegnare!”
“Non voglio stare a letto, voglio andare a teatro!”
“Non perdiamo tempo a cenare, facciamo un dipinto!”
 

Allora ho capito che dovevo assolutamente occuparmi di lei, nei limiti delle mie scarse possibilità attuali.
Era da tanto che pensavo di dedicarmi alla pittura astratta.<
Amo i colori e sono stati un po’ il motivo per cui mi sono appassionata all’arte da bambina e ho deciso poi di specializzarmi in studi artistici.
Uno dei miei ricordi più chiari sono io, a meno di 6 anni, che passo ore e ore a osservare la luce scomporsi in meravigliosi colori nel filtrare attraverso un grosso posacenere di cristallo che i miei genitori avevano in salotto.
Mentre lasciavo frullarmi in mente questa idea, ho lavorato energeticamente sulla mia creatività. Con una meditaizone ho osservato i blocchi che mi hanno da sempre impedito di creare e a ricevere dei messaggi dal proprio Sè saggio e profondo.Indovina qual è stato il mio messaggio?

I colori guariscono

Siii, lo so!!!
Ok, avevo giusto recuperato una vecchissima tela preparata con il gesso circa 15 anni fa, durante uno dei miei primi corsi di pittura. Era stata abbandonata su un cavalletto con un accenno di bozzetto a matita sopra ed era diventata un soprammobile ignorato da tutti.
Mi è sembrata un’idea fantastica prendere proprio quella tela, incompiuta da così tanti anni, per realizzare il primo lavoro del corso per risvegliare la mia Divinità Creativa.
Alejandro Jodorowsky lo definirebbe un atto psicomagico bello e buono.
Una tecnica semplice ed estremamente potente per creare e sbloccare la propria creatività è dipingere con le mani!
Vivere il dipinto in modo molto più fisico, diretto, istintuale.
Lasciarsi la libertà di improvvisare, di sbagliare (perché non esistono errori!), di modificare continuamente ciò che si sta creando.

© Flora Bowley

Così ho aspettato pazientemente di avere qualche ora da dedicare a una sessione di pittura sacra. Ho preparato il materiale e ho lasciato libero sfogo all’Artista dentro di me!
Vedere i colori e sentirli sulla pelle delle mani è un’esperienza unica, estremamente catartica!
Ogni colore ha una vibrazione che risuona con una parte di me e mi permette di farla uscire e di trasformarsi.
Restare radicati nel corpo e allo stesso tempo muoverlo e diventare sempre più ricettivi fa assomigliare questa tecnica a un’esperienza bioenergetica.
E dopo ci si sente moooolto meglio!