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PLANNING DA INCUBO - © Ilaria RuggeriSe non sei una persona che già di suo è patita per pianificazione e organizzazione, avrai comunque di sicuro sentito parlare da altri dell’importanza di fare un planning ragionato per raggiungere i tuoi obiettivi. Soprattutto a inizio anno, non si parla di altro.

È indiscutibile che per trasformare i desideri in progetti sia necessario passare dalle idee ai fatti, grazie anche a una scaletta ben ragionata.

Purtroppo non ci sono bacchette magiche che possono fare il lavoro per te e non basterà desiderare tantissimo qualcosa per realizzarla sul serio. Quello che si fa con il coaching è principalmente questo: darsi da fare con piccole o grandi azioni per passare dal punto di partenza al punto finale prescelto.

Quando ho iniziato ad affacciarmi nel magico mondo della crescita personale, ho sperimentato in prima persona diverse tecniche. La parola dell’anno, ad esempio, per me è uno strumento che funziona benissimo e che infatti continuo ad utilizzare da anni. Ho provato anche una quantità imbarazzante di agende, planning e workbook (moltissimi in inglese) per pianificare giorno dopo giorno la mia vita e il mio lavoro.

Quando li acquisto, sono sempre elettrizzata e penso: quest’anno finalmente il mio planning sarà perfetto. Poi però la realtà non è sempre rosa e fiori. Provandole un po’ tutte, mi sono resa conto infatti che alcune cose non sono utili e in realtà mi complicano la vita e per me non vanno proprio bene.

I planning che non funzionano

Qui sotto ti racconto gli errori che ho sperimentato nel planning e quelli che per me sono un grandissimo NO. Forse qualcuno l’hai già sperimentato, ma soprattutto spero di metterti all’erta ed evitarti una brutta esperienza in futuro.

  1. il planning ossessivo/compulsivo: che incasella tutto, minuto per minuto, assegnando ad ogni attività una penna diversa, un colore diverso, un washi tape diverso, un simbolo diverso. Va bene la creatività, ma così solo prepararlo ti porta via un anno.
  2. il planning che se ne frega: granitico, coriaceo, incapace di accettare il cambiamento e la flessibilità. È quello che va avanti per la sua strada e piuttosto che piegarsi e adattarsi alla vita che cambia (perché è normale che in 365 giorni succedano cose che non potevi prevedere), si spezza in mille pezzi. Crack.
  3. il planning “vorrei, ma forse no”: è indeciso, non prende mai posizione. Dentro comprende di tutto un po’ perché non hai avuto il coraggio di eliminare, lasciar andare, dire di no. Ti fa perdere energia in mille cose, senza chiuderne nessuna. La sensazione è quella di essere un criceto sulla ruota: trotti tutto il giorno, ma non arrivi a niente (o quasi).
  4. il planning Rococò: è quello fitto fitto, strabordante e che non contempla pause, giorni di riposo, alti e bassi del ciclo ormonale (perché ci sono, eccome!), momenti di sacrosanto svacco. Ha to-do list infinite e impossibili, che ti lasciano stanchissima e delusa da te stessa (“se solo fossi Wonder Woman…”).

E tu ne conosci altri da evitare?
Per capire meglio come le energie cicliche possono influenzarti, qui trovi alcuni miei articoli.

E se quest’anno vuoi provare un planning ispirato, possiamo farlo insieme nel percorso individuale INCANTO 365