PSICOMAGIA DIALOGARE CON L'INCONSCIO - © Ilaria RuggeriQualche settimana fa nella mia newsletter ho proposto un piccolo esercizio di psicomagia e davvero tante persone hanno deciso di partecipare! Ho spiegato le regole del gioco, ma non mi sono fermata a spiegare per bene cos’è la psicomagia e come funziona. Tu la conosci? Ora te ne parlo meglio.

Partiamo dalla parola: un neologismo che unisce psicologia + magia. A me già così, senza sapere nulla, sale l’entusiasmo perché accosta due argomenti che mi interessano un sacco e che avevo tenuto sempre scrupolosamente separati. Magari a chi non è così pratico con questi argomenti potrebbe risvegliare anche qualcosa di un po’ inquietante e di cui diffidare, come un imbroglione che utilizza le tecniche psicologiche per manipolare e incantare i creduloni. Non si tratta di questo, anche se c’è un aspetto un po’ misterioso e conturbante, come il fascino che ha chi ha teorizzato questo metodo. Mi riferisco ad Alejandro Jodorowsky, famoso autore, artista, regista e studioso di Tarocchi. Se un po’ conosci il personaggio, sai che oltre alla capacità di ammaliare, ha anche grande etica, autenticità e intelligenza.

Che cos’è la psicomagia?

Jodorowsky ha dato nome e metodo a qualcosa di diffuso forse sin dalle origini dell’uomo.

La psicomagia fa compiere azioni simboliche per comunicare con l’inconscio.

Jodorowsky quindi si rifà alle teorie psicologiche sull’inconscio di Freud e Jung, alle pratiche sciamaniche di guarigione e ai rituali religiosi. Fonde insieme questi approcci diversi con l’idea di portare guarigione nella vita delle persone e aiutarle a superare blocchi ed eredità del proprio albero familiare.

Un linguaggio diverso

Il concetto base è che il malessere (del corpo o della testa) ha spesso radici nella nostra parte profonda e inconscia, che non parla il linguaggio razionale e logico che ci è familiare.

Nella psicoterapia questa intuizione è utilizzata soprattutto per cogliere i messaggi che dall’inconscio arrivano in superficie. Lo si fa interpretando i sogni notturni, ad esempio, prestando attenzione e studiando gli archetipi o anche grazie alla divinazione (tarocchi, carte, I-Ching) che aiuta a staccare la mente e ascoltare l’intuito. Questi mezzi possono portare spunti preziosi su cui poi lavorare e stimolare riflessioni e insight importanti.

Creare un dialogo

Questo tipo di comunicazione però è a senso unico: dall’inconscio al conscio.
Ti è mai capitato di lavorare sulla tua crescita personale, capire e comprendere tante cose a livello mentale, ma non riuscire ad avere effetti pratici nella tua vita?
Il motivo spesso è che la consapevolezza resta solo nella parte razionale della testa e però il messaggio non viene ricevuto dall’inconscio che, silenziosamente, continua a influire sui tuoi pensieri e comportamenti.

Per farlo, si può prendere ispirazione dallo sciamanesimo e dai rituali che utilizzano in maniera consapevole i simboli. In pratica è un po’ come se facessi un sogno lucido: stai usando la stessa logica e lo stesso linguaggio (come il surrealismo e la poesia) ma in modo attivo.
Passi così da fantasie e sogni ad azioni concrete, fatte nella realtà ordinaria, ma portatrici di un significato che va oltre. Si utilizzano spesso oggetti carichi di significati universali (la cenere, il miele, le uova) o soggettivi (una foto, un indumento, un oggetto personale). Dal punto di vista razionale, l’azione che si compie sembra senza senso o superstiziosa, mentre in realtà sta lavorando a livello inconscio dentro di te seguendo la logica simbolica e creativa.

Con la psicomagia quindi puoi creare un dialogo tra conscio e inconscio e rimanere a cavallo tra scienza e intuito. La parola simbolo in orgine indica proprio il mettere insieme due pezzi separati di una stessa cosa. La psicomagia proprio riesce a riunire le due diverse nature del nostro cervello.

Vuoi approfondire? Allora ti consiglio di leggere questo libro e quest’altro.