TROVARE L'IDEA GENIALE - © Ilaria Ruggeri
In questo periodo penso molto e parlo ancora di più: con persone che come me hanno un business (o ci stanno lavorando), gente che desidera cambiare e creare qualcosa di speciale. Vogliamo tutti trovare l’idea geniale, innovativa e unica, che ci porterà sulla strada giusta e trasformerà i nostri sogni in realtà.

E invece più studio la creatività e le sue dinamiche, più mi rendo conto di quanto sia dannosa questa ricerca. La genialità è un mito che ha fatto (e fa ancora) più danni che altro.
Se hai letto già il famoso libro di Elisabeth Gilbert sulle magie di una vita creativa (in fondo trovi il link, se ti interessa) sai che il mito del genio creativo ci arriva direttamente dal Rinascimento. In questa prospettiva la creatività è un talento innato che solo una persona speciale e originale può avere, elevandosi così sulla massa mediocre (come Leonardo Da Vinci, per intenderci). Se ci nasci, buon per te! Ma se invece non hai il dono, questa irraggiungibile genialità, allora puoi fare solo una cosa: sucare!
Siamo in tanti a uscire sconfitti da uno scenario così deprimente, limitante e inutile. Infatti la Gilbert lo stronca immediatamente e io ti incoraggio a liberartene subito.

E se invece tutti fossimo degli artisti nati, dei creativi che hanno bisogno solo di un po’ di allenamento?

Io ne sono convinta, e infatti è quello che sostengo da anni e che cerco di stimolare con il mio lavoro. Non significa certo che tutti possiamo ottenere gli stessi risultati, ma che abbiamo le capacità e il diritto di provarci (e magari anche divertirci).

In un altro libretto che ti consiglio di leggere (link sempre in fondo a questo articolo) puoi leggere papale papale il concetto che secondo me è bene chiarire dall’inizio.

Niente è originale!

Ah, non lo trovi già liberatorio? Magari dovremmo ripetercelo come un mantra più spesso. Non per buttarci giù o sentirci dei falliti, ma per essere più rilassati e accettare la nostra creativa normalità. Le idee infatti sono come delle piante: non si creano dal nulla, ma crescono l’una dall’altra, in un ciclo vitale e sostenibile. Si contaminano, si mescolano, si ripetono conservando diversità e variabilità. Ti fermi mai a pensare alla biodiversità che abbiamo sotto gli occhi nel nostro Paese? Noi la diamo per scontata e manco ci accorgiamo dell’abbondanza di varietà di flora e fauna che ci circonda. Allo stesso modo le idee si innestano le une sulle altre, ci combinano e rimescolano, cambiando ogni volta un po’ e conservando qualcosa.

Cosa c’è di peggio dell’ansia da prestazione di dover trovare l’idea geniale per bloccare la creatività? È solo il modo più sicuro per avere un bel blocco da pagina bianca. Come puoi infatti sentirti una persona libera di sperimentare se giudichi la tua idea sul nascere? A me viene l’ansia solo a scriverlo!

Se non ci sono allora idee veramente originali, non significa però che tu debba copiare di sana pianta quelle degli altri: dov’è la creatività altrimenti? Basta che tu faccia pace con il fatto che se stai cercando l’idea geniale, non la troverai mai.
Accontentati di trovare un’idea interessante, stimolante, magari spiazzante. Concediti la libertà di seguirla, di darle il tempo di germogliare, di sbagliare e ricominciare. E divertirti anche!
 
 
Il libro della Gilbert che citavo è “Big Magic”, che trovi qui, e l’altro invece è “Ruba come un’artista” di Austin Kleon.